Molto spesso si confonde l’ansia sana da quella patologica. Quando si parla di ansia la prima cosa che salta in mente è il malessere e lo stato di preoccupazione che la caratterizza. L’ansia, in verità, è il meccanismo di allerta interno, quel pulsante che si accende quando si deve stare attenti a qualcosa. È un’emozione spiacevole associata ad un senso di pericolo, di preoccupazione e di paura per un evento che sta accadendo o che si teme possa accadere.
L’ansia è utile e naturale

Oggigiorno, l’ansia è funzionale alla vita quotidiana: attraversare la strada, guidare, passeggiare soli la notte.
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Quali sono le caratteristiche che differenziano l’ansia normale da quella patologica?
La differenza fondamentale tra le due ansie è legata alla durata e alla causa.
L’ansia sana dura il momento del “pericolo” e poi passa, la sua irruenza dipende dall’entità dello stimolo. Per esempio, la ragazza che passeggiando per strada vede avvicinarsi un grosso cane prova un’ansia sana in quanto vi è un vero possibile pericolo.

A complicare ulteriormente la differenza tra ansia sana e patologica vi è la complessità dell’uomo. Nell’uomo il meccanismo dell’allerta non si attiva esclusivamente in caso di situazioni esterne oggettive ma anche grazie ai pensieri. La persona che immagina di cadere con la macchina in un burrone attiverà il suo sistema dell’ansia. Proprio la complessità dell’uomo rende difficile e non netta la distinzione tra ansia sana e disfunzionale.
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Per concludere, l’ansia patologica è un sentimento di timore e preoccupazione spropositato e perdurante nei confronti di eventi temuti reali o immaginati.
Se si volesse essere più schematici si potrebbe affermare che l’ansia patologica:
- è eccessiva rispetto allo stimolo;
- perdura nonostante sia finito lo stimolo di pericolo:
- non permette all’individuo di raggiungere i propri obiettivi.

