Ansia Sana e Ansia patologica


Molto spesso si confonde l’ansia sana da quella patologica. Quando si parla di ansia la prima cosa che salta in mente è il malessere e lo stato di preoccupazione che la caratterizza. L’ansia, in verità, è il meccanismo di allerta interno, quel pulsante che si accende quando si deve stare attenti a qualcosa. È un’emozione spiacevole associata ad un senso di pericolo, di preoccupazione e di paura per un evento che sta accadendo o che si teme possa accadere.

L’ansia è utile e naturale

ansiaPer comprendere fino in fondo lo scopo e l’utilità dell’ansia si può riflettere sui grandi benefici che ne derivano. Gli uomini preistorici, quando erano a caccia dovevano obbligatoriamente stare in ansia. Nel momento del pericolo il loro livello di ansia serviva per prepararsi alla fuga o ad affrontare una situazione critica: i muscoli si irrigidivano, il cuore batteva più forte, l’attenzione era focalizzata ad ogni minimo dettaglio, la sudorazione aumentava, l’attività del sistema digestivo diminuiva. Tutto ciò era la conseguenza dell’attivazione del sistema nervoso simpatico. Se non si fosse attivato questo sistema di allerta probabilmente l’uomo preistorico non sarebbe sopravvissuto alla caccia.

Oggigiorno, l’ansia è funzionale alla vita quotidiana: attraversare la strada, guidare, passeggiare soli la notte.

Quali sono le caratteristiche che differenziano l’ansia normale da quella patologica?

La differenza fondamentale tra le due ansie è legata alla durata e alla causa.

L’ansia sana dura il momento del “pericolo” e poi passa, la sua irruenza dipende dall’entità dello stimolo. Per esempio, la ragazza che passeggiando per strada vede avvicinarsi un grosso cane prova un’ansia sana in quanto vi è un vero possibile pericolo.

L’ansia patologica persiste nonostante il momento dell’allerta sia passato e la sua violenza non è proporzionata all’evento che si sta vivendo. Un classico esempio sono le persone che provano ansia nel vedere un chiwawa. In questo caso l’ansia comincia ad essere patologica in quanto il sentimento non è proporzionato alla situazione.

A complicare ulteriormente la differenza tra ansia sana e patologica vi è la complessità dell’uomo. Nell’uomo il meccanismo dell’allerta non si attiva esclusivamente in caso di situazioni esterne oggettive ma anche grazie ai pensieri. La persona che immagina di cadere con la macchina in un burrone attiverà il suo sistema dell’ansia. Proprio la complessità dell’uomo rende difficile e non netta la distinzione tra ansia sana e disfunzionale.

Per concludere,  l’ansia patologica è un sentimento di timore e preoccupazione spropositato e perdurante nei confronti di eventi temuti reali o immaginati.

Se si volesse essere più schematici si potrebbe affermare che l’ansia patologica:

  • è eccessiva rispetto allo stimolo;
  • perdura nonostante sia finito lo stimolo di pericolo:
  • non permette all’individuo di raggiungere i propri obiettivi.

Hai domande o vuoi lasciare un commento?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Resta aggiornato

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Ti piace il mio sito? Allora spargi la voce! :)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: