Come perdonare un genitore

Sono le 19.30 di un martedì. Sto chiudendo lo studio e sto riordinando un po’ le idee sulla giornata appena trascorsa. Oggi mi sono trovato ad affrontare uno dei momenti più difficili di una terapia. Con l’ultima paziente della giornata ho lavorato su uno degli argomenti più complessi di un percorso terapeutico: i traumi infantili. In particolare, con Ludovica, la paziente, ho lavorato su come perdonare un genitore. Ho deciso di scrivere questo articolo per condividere con te le riflessioni che ho fatto insieme alla ragazza.

Il rapporto di un bambino con i propri genitori può influenzare il modo di vivere le relazioni in età adulta. Molti adulti continuano a portare sulle proprie spalle le sofferenze infantili che non sono riusciti ad elaborare.

Le sofferenze dell’infanzia si possono tradurre, spesso, in rabbia e rancore nei confronti dei genitori. Le emozioni possono divenire come un fiume sotterraneo che con il tempo scava delle caverne profonde. Ogni tanto il fiume torna in superficie generando esplosioni di rabbia, all’apparenza ingiustificata.

Quali emozioni provi nei confronti dei tuoi genitori? Come ti senti quando ripensi alla tua infanzia con loro?

Le ferite infantili

Le ferite infantili causate dai genitori possono essere molto diverse.

Lorenzo prova un grande rancore nei confronti del padre perché non lo ha mai motivato e non ha mai riconosciuto i suoi successi. Ancora oggi il padre ha un atteggiamento critico nei suoi confronti. Quando il padre si esprime in maniera severa nei confronti del figlio, quest’ultimo diventa subito irascibile. Lavorando in terapia Lorenzo ha capito che in questi momenti scarica tutto il rancore che ha accumulato in cuor suo.

Claudia ha delle relazioni turbolente con gli uomini, non riesce a fidarsi di loro. Riflettendo sulle sue paure ha preso consapevolezza che molti dei suoi timori sono le conseguenze delle sensazioni che provava quando il padre spariva all’improvviso. Infatti, la ragazza ricorda lucidamene le volte nelle quali, da bambina, si alzava e non trovava più il padre. Capitava che i genitori, nella notte, litigassero e il genitore aveva l’abitudine di andare via di casa per qualche giorno. Oggi la ragazza incolpa il padre dei suoi problemi relazionali. Prova un forte astio e rancore nei suoi confronti.

Oggi Paolo è un uomo adulto e consapevole di sé. Ha deciso di chiudere i rapporti con il padre perché, da piccolo, il genitore lo aveva picchiato e mortificato in mille modi diversi. Paolo ha sempre covato un forte rancore nei confronti del genitore e, appena divenuto indipendente, ha reciso i rapporti. Nonostante non si vedano da anni, Paolo prova ancora molto rancore nei confronti del padre violento.

come perdonare un genitoreLe tre storie che ti ho presentato sono solo alcuni modi che le persone utilizzano per affrontare la propria rabbia. La rabbia per un genitore può divenire un incendio che brucia tutto ciò che incontra. Il rancore può alterare il nostro modo di vivere le relazioni e il nostro benessere mentale.

Perché le ferite infantili fanno ancora male?

Sicuramente le ferite ricevute durante l’infanzia possono fare molto male, anche a distanza di anni. Il genitore è colui che dovrebbe sostenere e supportare il bambino. Il piccolo vede il genitore come fonti di protezione e sicurezza. Quando il genitore non riesce a soddisfare le esigenze emotive del bambino possono sorgere la rabbia e il rancore.

Il fatto che il genitore rappresenti contemporaneamente una figura d’amore e l’origine della sofferenza può creare nel bambino emozioni ambivalenti che sono difficili da gestire.

Il fatto che una figura che dovrebbe essere fonte di sicurezza si rivela l’origine dell’angoscia e dell’ansia può portare il bambino a sviluppare strategie non adattive per gestire il proprio carico emotivo.

I dolori che un genitore può aver generato possono essere superati. In un video sul mio Canale YouTube ti ho spiegato come riconoscere una madre narcisista per aiutarti a capire come alcuni genitori possono avere degli atteggiamenti molto nocivi.

Io credo che uno dei modi principali per superare la sofferenza causato da un genitore sia quello di perdonare.

Come perdonare un genitore

Sul mio sito e sul mio Canale YouTube ti ho spiegato l’importanza del perdono e perché, a volte, non riusciamo a lasciar andare il rancore.

Se ti interessa approfondire il tema del perdono puoi leggere il mio libro Perdona e inizia a vivere.

Perdonare è un modo per lasciar andare il rancore e la rabbia che si prova per un torto subìto.

Perdonare un genitore è un percorso che consiglio a tutti di fare. Perdonare un padre o una madre è un modo per chiudere un vecchio capitolo che oggi non può fare altro che male.

Infatti, la rabbia e il rancore non fanno altro che rendere presente i soprusi e le sofferenze infantili. Anche se la rabbia è un’emozione molto attivante, spesso dietro di lei si trova una profonda tristezza.

Quando mi trovo a lavorare con persone che sono ancora aggrappate al passato a causa del rancore, invito sempre a chiedersi l’utilità di un tale atteggiamento. Infatti, la rabbia e il rancore per le sofferenze che un genitore ci ha fatto provare non hanno alcun senso e utilità.

La rabbia diventa una palla al piede dalla quale la persona può liberarsi.

Molte persone vorrebbero ma non sanno come perdonare un genitore che li ha feriti.

come perdonare un genitorePrima di spiegarti come poterti liberare dal peso del rancore voglio fare una piccola ma importante premessa. Perdona un genitore non è come perdonare un amico o un vicino di casa. A fine articolo avrai imparato come perdonare un genitore, ma ciò non basta. Specialmente se le ferite sono profonde e sono sulla nostra pelle da anni, è normale che avere delle difficoltà nel perdonare.

Il perdono è un percorso lungo e tortuoso e quello verso un genitore lo è ancora di più.

I genitori sono vittime

Se sei arrivato a questo punto dell’articolo significa che vuoi veramente lavorare su te stesso per liberarti dalla rabbia infantile.

Credo che il modo migliore per perdonare sia la comprensione.

Se sei stato ferito da un genitore, prova a chiederti cosa lo ha spinto a comportarsi così? La cattiveria?

Penso che le cose siano molto differenti. Spesso etichettiamo come cattiveria, egoismo, narcisismo o manipolatorio quei comportamenti che ci feriscono. Una etichetta simile non ci permette di cogliere la complessità dell’animo umano.

Dire che una persona è egoista significa non fare neppure un piccolo passo per capire cosa può passare nella mente altrui.

Perché mio padre (o mia madre) mi ha fatto del male?

Quando mi viene posta questa domanda spiego sempre che noi siamo vittime di altre vittime.

Che cosa voglio dire con questa frase.

Ognuno di noi porta con sé un carico di ferite, storie, condizionamenti che influenzano il nostro modo di vivere le relazioni. Se un genitore critica continuamente il proprio figlio, molto probabilmente, non conosce altri modi di relazionarsi. Se un genitore urla in continuazione significa che non conosce altri modi per comunicare. Quello che è importante comprendere è che i genitori fanno del loro meglio in base al loro grado di consapevolezza e conoscenza.

Il genitore che ti ha ferito, molto probabilmente, non credeva di farti veramente male. Pensava che, grazie, al suo comportamento, saresti diventato una persona migliore.

Le persone possono non conoscere il modo migliore per comunicare, esprimere affetto e motivare.

Se una persona ha la convinzione che i figli debbano soddisfare le esigenze dei genitori è normale che proporranno un atteggiamento simile.

Conosci la tua storia

Ma da dove viene quella convinzione e quell’atteggiamento? Dalla propria storia.

Se vuoi capire meglio perché un genitore si è comportato con te in un determinato modo, cerca informazioni. Cerca di comprendere in che ambiente sono nati i tuoi genitori. Chiedi come i tuoi nonni si comportavano con loro.

Scoprirai che, nella maggioranza dei casi, i genitori ripropongono gli atteggiamenti dei propri genitori.

Fai una indagine sull’educazione che i tuoi genitori hanno ricevuto. Troverai che loro hanno vissuto le tue stesse esperienze.

Se la persona non fa un “salto” di consapevolezza riproporrà i comportamenti che ha subìto nell’infanzia.

Fai le tue indagini storiche e potrai essere più comprensivo verso i tuoi genitori.

Perdonare i tuoi genitori serve a te e a lasciar andare il tuo passato. Perdonare non è un dono che fai al tuo aggressore ma un regalo che fai a te.

Ricorda che i tuoi genitori ti hanno ferito nella convinzione di aiutarti.

I miei genitori non mi amano

Alcuni mi chiedono: “E se non mi ha amato?”

Prima di rispondere ad una domanda così estrema io consiglio di riflettere sul fatto che ognuno di noi percepisce l’amore a modo proprio. Non tutti utilizziamo lo stesso linguaggio dell’amore.

Alcune persone possono avere dei modi di amare molto disfunzionali.

Nel caso estremo in cui un genitore non sia in grado di amare dobbiamo essere ancora più comprensivi. Se un genitore non riesce a provare affetto per un proprio figlio significa non solo che non sa esprimere l’amore, ma che non ha imparato cos’è l’amore. Questo risultato può essere frutto di una grave mancanza di amore nei genitori dei tuoi genitori.

Se tuo padre o tua madre non sono stati in grado di amarti significa che avevano delle ferite molto profonde e gravi.

Prima di salutarti voglio sottolineare un aspetto importante. Comprendere non significa giustificare ma capire l’origine di un comportamento. Il comportamento può essere considerato sbagliato e criticabile ma capirne l’origine ci aiuta a perdonare i torti subiti.

Il male che ti hanno fatto i tuoi genitori è lo stesso che hanno subito.

Quando guardi i tuoi genitori cerca di ritrovare il loro bambino interiore ferito e mortificato.

Se stai leggendo questo articolo significa che puoi spezzare la catena della sofferenza e portare pace nelle tue relazioni e in te stesso.

 

9 commenti su “Come perdonare un genitore”

  1. Sì le relazioni infantili con i propri genitori sono alla base di quelle da adulto, ma non vorrei parlare di questo, sono focalizzato sulla mia derealizzazione che non mi lascia vivere

  2. Ho poi paura di Lei (per questo non oso telefonare [ come non rispondo più al telefono]) come pure ho paura degli altri, è generata da me stesso ma questo non mi rassicura né mi consola

  3. Ho scritto delle cose. Ma, sono sincero, non me le ricordo. Se no che scrivevo di getto e mi è venuta alla mente una pentola a pressione. Mi sono scusato per questo. Ah, adesso ricordo

    1. Datavo la paura degli altri nell’ aprile 2022. Forse prima. E poi continuavo con le scuse. Mi veniva in mente la pentola a pressione. Non mi viene in mente quasi mai una cosa detta (soffro di disturbi di memoria)

  4. <>.
    [ Madre Teresa di Calcutta]
    Da questa frase che mi ha permesso di perdonare sinceramente! Come? Non cancellando il passato ma facendo del passato e quello dei genitori un modo per guardare oltre il nostro solo punto di vista. Siate critici, cercate la verità e una volta conosciuta, scoprirete che la loro sofferenza offuscata non era molto lontana e dissimile alla vostra. Amare e perdonare vuol dire anche non pretendere che i genitori lo facciano nei vostri confronti. Si può farlo anche con un dolce pensiero ogni giorno nella preghiera e vedrete i miracoli. Ciaoo

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