Come liberarsi di un manipolatore affettivo

Come liberarsi di un manipolatore affettivo

Sul mio canale YouTube ho trattato il tema della manipolazione affettiva, in particolare come riconoscere un manipolatore  e come difendersi dalle sue macchinazioni. Mi sono arrivati tantissimi messaggi nei quali mi si chiedeva come potersi liberare definitivamente di una persona manipolatrice. Lo scopo dell’articolo di oggi è quello di rispondere a questa domanda e di spiegarti come liberarsi di un manipolatore affettivo.

Le persone vittime di un/a manipolatore/trice possono trovare grande difficoltà nel liberarsi dalla pericolosa ragnatela. Quando una persona riesce a liberarsi, è fondamentale utilizzare la strategia giusta per non ricadere nella trappola. La cosa migliore da fare è il no contact

Se ti accorgi che l’altra persona ti sta manipolando e la relazione è completamente sbilanciata verso di lei valuta con attenzione se sia il caso o meno di continuare il rapporto. Alcune persone continuano a vivere la relazione, anche se con sofferenza, covando l’idea che l’altro cambi. Mi dispiace essere brusco e schietto: il manipolatore affettivo non cambia se non decide di farlo e di farsi aiutare a farlo.

Il tuo amore e la tua vicinanza non lo cambieranno per magia. Per cambiare c’è bisogno di impegno, costanza e aiuto professionale.

Il manipolatore affettivo conosce bene la sua vittima e conosce quali tasti deve premere per farla capitolare. Ci sono persone che crollano quando provano il senso di colpa, altre quando vengono stuzzicate sessualmente, altre quando si apre uno spiraglio di cambiamento.

Il manipolatore sa come condizionare la conversazione e la relazione per ottenere ciò che vuole. Riesce a toccare il tasto giusto per far cadere qualunque resistenza della sua preda. Se sei riuscito a prendere le distanze da una persona manipolatrice la strategia migliore è quella di evitare qualunque contatto.

Come liberarsi di un manipolatore affettivo

Tra manipolatore e manipolato si crea una dinamica tossica che nuoce fortemente alla vittima. Mi sono trovato a lavorare con alcune persone vittime di manipolazioni. Si sono accorte di come venivano trattate, solamente dopo aver concluso la relazione e preso le distanza dal rapporto tossico.

Le donne e gli uomini che hanno chiuso le relazioni con un manipolatore o una manipolatrice, ne sono usciti devastati. Con una grande sofferenza sono riusciti finalmente a prendere le distanze e ricostruire la loro vita.

In questi casi, la cosa fondamentale da fare è evitare qualunque genere di contatto. Anche se la tentazione di sentire come sta l’altra persona può essere molto alta, è importante non cedere. Quando il manipolatore trova un varco per tornare nella vita dell’altra persona sfrutta tutti i trucchi per rimanervi.
Quando prendi le distanze possono accadere due cose.

Come liberarsi di un manipolatore affettivoLa prima conseguenza che puoi avere è che il rapporto si interrompa. E’ la soluzione che ti auguro. Spero che tu riesca pian piano a ricostruire la tua identità e la fiducia in te stesso.
Molto più spesso mi è capitato di confrontarmi con una seconda conseguenza. La persona manipolatrice trova una scusa per far capitolare nuovamente la sua vittima. Il manipolatore si nutre della relazione, del comportamento servizievole della vittima e del potere che ha su di essa. Quando questa chiude i ponti, il manipolatore, spesso, prova frustrazione. Questa emozione lo porta a cercare nuovamente il contatto con la vittima, per farla capitolare. Solitamente il contatto avviene con delle motivazioni generiche (compleanni, festività, lavoro, salute).

Se un messaggio o una telefonata possono sembrare  innocui gesti di cortesia, è ben diverso quello che succede quando si riapre il canale comunicativo.

Durante il contatto, il manipolatore lancia delle “frecciatine ambigue” che hanno lo scopo di colpire il punto sensibile della vittima. La strategia fondamentale del manipolatore è quella di lanciare delle frecciatine “innocue” ma che possono alludere ad altro.

Attraverso questo gioco non si espone completamente. Mostrare palesemente il proprio interesse significherebbe anche assumersi la responsabilità del contatto e mostrarsi vulnerabile. Con delle frasi “innocue” cerca di toccare il punto debole dell’altra persona e “spingerla” a fare il passo falso. Infatti, la strategia fondamentale del manipolatore si basa sull’ambiguità. Grazie ad essa può fare un passo indietro quando vuole.

In questi casi è fondamentale non cadere nella trappola ed essere fermi nel parlare e telegrafici nello scrivere. 

Ora ti spiego come liberarsi di un manipolatore affettivo applicando la strategia del no contact.

La storia di Paolo: come usare il no contact

Paolo ha avuto una storia tormentata con Katia. Dopo un anno di sofferenze e frustrazioni ha deciso di chiudere la storia con la ragazza. Katia lo teneva in pugno. Per non deluderla, Paolo, si era trovato ad accettare compromessi che altrimenti non avrebbe mai accolto. Con grande sofferenza e forza, Paolo bloccò ogni forma di comunicazione.Come liberarsi di un manipolatore affettivo

Dopo un mese circa, Katia gli scrisse un messaggio mandandogli un link per un concorso pubblico. Paolo era alla ricerca di lavoro. Lui rispose con un semplice “grazie”. Lei, sapendo che il punto debole di Paolo era il senso di colpa, gli scrisse: “rispondi in maniera così fredda? Io volevo essere gentile”.
Paolo andò in blackout. Aveva sbagliato a rispondere così? Doveva essere più espansivo? Lei aveva ragione? Era stato maleducato? Mille pensieri gli balenarono in testa. Stava per rispondere al messaggio chiedendo scusa. Si fermò, respirò e prese del tempo per riflettere. Sapeva di stare davanti ad un burrone.
Se le avesse dato corda, sarebbe potuto cadere nuovamente nelle vecchie e dolorose dinamiche.
Fregandosene del pensiero di lei e riconoscendo che l’aveva ringraziata per il gesto, decise di rispondere in maniera ambigua al fine di evitare passi falsi. Rispose con un emoticon sorridente. Dopo quel messaggio lei rispose con un “ok”. Paolo aveva scampato il pericolo.
Dopo altri 15 giorni Katia riscrisse un altro messaggio nel quale, non solo condivideva il link, ma gli chiedeva come stesse.

Solitamente, quando la vittima riesce a mettere le distanze dal manipolatore, quest’ultimo prova delle strategie più forti allo scopo di farla capitolare nuovamente. Paolo riconobbe la strategia, nel tempo si era fortificato e aveva preso maggiormente consapevolezza di sé. Rispose in maniera molto telegrafica “sto bene e grazie del link. Buona giornata”.
Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, Katia dovette desistere dal far cadere nuovamente Paolo nella sua ragnatela.

Concludendo

Se hai avuto una relazione con un manipolatore affettivo è fondamentale che tu prenda consapevolezza della dinamica relazionale tossica nella quale eri invischiato. Ora sai come è possibile liberarsi di un manipolatore affettivo.

Riprendi in mano la tua vita.

Attraverso il no contact potrai liberarti dei residui tossici della relazione e ricominciare a prenderti cura di te.

8 commenti su “Come liberarsi di un manipolatore affettivo”

  1. Buonasera Dott Collevecchio, è un articolo per me importante perché io sono alle prese con una collega manipolatrice ed è così come dice lei: sembra che conosca i punti deboli. Il no contact in ambito lavorativo non mi è possibile, ma alcune strategie per far sentire la distanza le ho adottate, soprattutto l’utilizzo di messaggi brevi e l’utilizzo del suo nome per intero anziché del diminutivo.
    Però restano pericolosi i momenti in cui si è più affaticati o vulnerabili.

    1. Dr. Collevecchio

      Buongiorno,
      sicuramente è difficile prendere le distanza quando si lavora insieme. Fa bene ad adottare delle piccole strategie per prendere le distanze.
      Complimenti
      Buona giornata

      1. Buongiorno,purtroppo la manipolatrice è la mamma dei miei figli,ho provato il jo contact ma alla fine,per ovvi motivi,sono sempre succube delle sue manipolazioni,dopo un tentativo di “riavvicinamento “ quando ho preso le distanze lei ha fatto pace con l’amante e causa della nostra separazione.
        Non so più come uscirne rasento l’esaurimento nervoso,ho perso la casa i figli e il lavoro,sono tornato a 47anni a vivere con la mamma…..come posso creare un no contact?
        Grazie

        1. Dr. Collevecchio

          Mi dispiace veramente per la sua situazione. E’ evidente che la strategia del non contact è impossibile da attuare vista la presenza dei bambini. Quello che consiglio di fare è iniziare a definire dei confini oltre i quali non andare. Anche se mostra “ripensamenti” o atteggiamenti simili è importante rimanere fermi nelle proprie decisioni.

          1. Buongiorno dottore,

            Oltre ad aver avuto la sfortuna di beccarne fin troppi nella mia vita, oltre ad avere un padre narcisista e probabilmente anche una madre, anche se ho la sensazione più che altro che purtroppo sia stata “contaminata”.
            In certi momenti dice delle cattiverie assurde, in altri si mostra una madre davvero amorevole e veramente di supporto emotivo!
            Il mio problema non sono i miei genitori, o almeno non in questo momento.
            Per farla breve collaboravo con una signora per creare dei monili in pietra.
            Lei fa anche mercatini e le avevo dato cose mie da vendere.
            Mi sono accorta ultimamente che appunto tira frecciatine irritanti in particolare nei miei confronti.
            E trova sempre delle scuse per omettere qualcosa da pagarmi, cosa che non aveva mai fatto.
            Tutte queste cose mi hanno fatto dubitare e, qui ammetto di aver sbagliato io ad arrivare a metterla con le spalle al muro per dissipare i miei dubbi.
            I conti tornavano, ma poi ha cominciato ad attaccarmi e al che abbiamo discusso.
            Più tardi resami conto di averla accusata ingiustamente mi scuso e le ho detto che era il caso per quanto riguardava noi di sciogliere la società.
            Per tutta risposta mi copre nuovamente di insulti.
            Io avrò sbagliato, ma mi pare un po’ troppo esagerata come reazione.
            Oltretutto leggendo i messaggi con mia madre mi sono accorta che metteva un po’ zizzania tra noi.
            Da un certo punto di vista dandomi della pazza.
            Quindi le ho detto di non metterla in mezzo in quanto la questione era tra noi due.
            L’ho finalmente bloccata e tirato un sospiro di sollievo, ma quello che temo è che per sua stessa ammissione non mi vuole tra i piedi che voglia cercare di metterci l’una contro l’altra.
            E so anche perché.
            In passato ha cacciato la figlia e non si sente con lei da anni.
            Adesso che è sola si rende conto dell’errore che ha fatto, ma è troppo orgogliosa per riallacciare i rapporti.
            Nonostante i nostri battibecchi io e mia madre siamo molto unite e probabilmente questo suscita invidia.
            La mia paura è che possa raggirarla, è abbastanza furba, ma con certe persone abbassa le difese.
            Temo che per il puro gusto di sfasciare una famiglia o quantomeno il nostro legame possa fomentarla.
            Come potrei allontanarla o quantomeno mettere mia madre in guardia?

          2. Dr. Collevecchio

            Buongiorno,
            mi dispiace veramente per la sua disavventura. Invece di concentrarmi sulle possibili intromissioni, mi concentrerei nel rinsaldare e coltivare la relazione con il genitore.
            Spiegare chiaramente a sua madre quello che è accaduto è già un primo passo per evitare di cadere in eventuali trappole.
            🙂

  2. Buonasera ,mi chiamo Chiara,volevo sapere se ho una madre e in padre cosi…in questo caso come mi dovrei comportare?? Credo di avere degli aspetti simili. Come si fa?

    1. Dr. Collevecchio

      Buonasera Chiara,

      Grazie per aver condiviso la tua situazione. Capisco che tu stia cercando delle risposte su come gestire una dinamica familiare che ti riguarda personalmente. Tuttavia, è importante sottolineare che fornire consigli specifici in assenza di dettagli approfonditi può essere complesso e potrebbe non essere del tutto appropriato.

      Ogni famiglia è unica, e le dinamiche all’interno di essa possono essere complesse e influenzate da numerosi fattori. Inoltre, le personalità individuali e le esperienze di vita giocano un ruolo significativo nel modo in cui interagiamo con i nostri genitori e altri membri della famiglia.

      Se senti di avere degli aspetti simili ai tuoi genitori che ti preoccupano o influenzano il tuo comportamento, potrebbe essere utile riflettere su questi aspetti in modo più approfondito. A volte, comprendere meglio le proprie emozioni e reazioni può aiutare a sviluppare strategie più efficaci per gestire le relazioni interpersonali.

      Un’analisi più approfondita della tua situazione potrebbe richiedere l’intervento di un professionista. Quest’ultimo può offrirti uno spazio sicuro e neutrale per esplorare i tuoi sentimenti, comprendere meglio le dinamiche familiari e sviluppare strategie personalizzate per affrontare le sfide che stai vivendo.

      Ricorda che cercare aiuto professionale è un segno di forza, non di debolezza. Un terapeuta può guidarti nel processo di comprensione e crescita personale, aiutandoti a navigare meglio nelle tue relazioni e a sviluppare un senso di benessere interiore.

      Grazie ancora per aver condiviso il tuo pensiero e ricorda che prendersi cura di sé stessi è sempre il primo passo verso una vita più equilibrata e soddisfacente.

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