Disturbo di panico

Quando si tratta dei disturbi ansiosi il problema che viene nominato più volte è il disturbo di panico.

Il Disturbo di panico ha una prevalenza del 5,2% nel corso della vita. La caratteristica fondamentale dell’attacco di panico è la rapida insorgenza e la breve durata dell’evento ansioso. Solitamente i sintomi principali sono:

  • cardio-respiratori ( palpitazioni, fiato corto, peso al petto);
  • neurologici (vertigini, tensione muscolare, sudorazione);
  • cognitivi (pensieri di morte, di impazzire o di perdere il controllo).

Disturbo di panicoLa caratteristiche che rende fortemente temibile l’attacco di panico è la sua insorgenza improvvisa e repentina.

Il Disturbo di panico tende a creare un circolo vizioso nel quale il timore dell’attacco crea ulteriore ansia e può generare comportamenti di evitamento (Leggi anche l’articolo “Le 3 strategie che cronicizzano l’ansia“). Non è raro che le persone, al fine di evitare ulteriori attacchi di panico, desiderano essere accompagnate e chiedano continue rassicurazioni. Ciò non può far altro che cronicizzare il problema.

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Disturbo di panico: i meccanismi scatenanti

Anche se il panico può sembrare arrivi all’improvviso senza una causa scatenante, in verità, esistono dei meccanismi che la generano e che la cronicizzano.

Paola è una signora di 43 anni. Circa 4 anni fa ha avuto il suo primo attacco di panico e da allora la situazioni si è complicata. Negli ultimi mesi, gli attacchi sono diventati sempre più frequenti, fino a raggiungere i tre attacchi a settimana.

Qualche giorno fa, andando al supermercato ne ha avuto uno molto forte. Raccontando l’evento, mi disse che vedendo la porta del supermercato iniziò a sentire il suo cuore battere forte e i suoi muscoli tesi. Cominciò a pensare che il cuore stava battendo “troppo velocemente” e che sicuramente le sarebbe venuto un infarto. Al pensiero del possibile infarto, cominciò a sentire l’ansia salire sempre più e il cuore battere ancora più forte. Ormai aveva capito cosa fare: se non fosse andata via sarebbe morta di infarto.

Quello che accade a Paola è il circolo vizioso che è alla base dell’attacco di panico.

Disturbo di panico

 

Solitamente le interpretazioni catastrofiche delle sensazioni fisiologiche si orientano verso il timore di impazzire, di morire o di non riuscire a gestire le reazioni fisiologiche.

Disturbo di panico: come intervenire

Disturbo di panicoMolte persone che soffrono di Disturbo di panico si rassegnano al loro problema e credono che non lo potranno risolvere. Alcune ricerche mettono in evidenza come la terapia farmacologica e la psicoterapia possono essere di grande aiuto. Secondo uno studio di Gould e colleghi (1995) che ha confrontato la psicoterapia cognitivo-comportamentale (TCC), la terapia farmacologica e un approccio integrato. I risultati sono stati sbalorditivi. La TCC ha dimostrato la sua superiorità nel ridurre gli attacchi di panico. Al secondo posto di efficacia vi è la combinazione di TCC e farmacoterapia. Un’altra sorpresa è stata la minore percentuale di abbandono nel caso di un intervento psicoterapeutico (6%) rispetto all’intervento farmacologico (22%). L’efficacia della TCC rispertto ad altri interventi è stata confermata anche da altre ricerche (Norton e Price, Hofmann e Smits,  Pompoli).

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La psicoterapia per il Disturbo di panico prevede, solitamente, una fase di psicoeducazione, esposizione graduale alle situazioni ansiogene, insegnamento delle strategie per fronteggiare l’ansia e interventi cognitivi volti ad interrompere il circolo vizioso dell’ansia.

Soffri di un Disturbo di panico? Hai frequenti attacchi di panico? Hai mai pensato alle possibilità che ti offre la psicoterapia cognitivo-comportamentale?
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Gould, R., Otto, M., e Pollack, M (1995). A meta-analysis of treatment outcome for panic disorders. Clinical Psychology Review, 15, 819-844.

Hofmann, S.G. e Smits, J. A. J. (2008). Cognitive-behavioral therapy for adult anxiety disorders: A meta-analysis of randomized placebo-controlled trials. Journal of Clinical Psychiatry, 69, 621-632.

Nornon, P.J. e Price, E.C. (2007). A meta-analytic review of  adult cognitive-behavioral treatment outcome across the anxiety disorders. The Journal of Nervous and Mental Disease, 195, 521-531.

Pompoli, A., Furukawa, T.A., Imai, H., Tajika, A., Efthimiou, O. e Salanti, G. (2016). Psychological therapies for panic disorder with or without agoraphobia in adults: A network meta-analysis. Cochrane Database of Systemic Reviews, 4, CD011004.

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